Bianca Sarno  

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Solare, istintiva, figurativa è l’arte sublime di Bianca Maria Sarno.

La sua pittura affonda le radici nella natura lussureggiante e nell’elevazione interiore. Il gusto per il colore, il senso della luce, l’amore per le myricae, la portano a creare un mondo idilliaco, che ignora la cruda materia, le debolezze umane, le vanità terrene, prediligendo un messaggio immortale, da affidare all’umanità.

Lei va sempre oltre il muro del reale, del limitato, del finito, per accedere alle gioie dell’infinito, dell’assoluto, dell’eterno, tra segni, forme, volumi e immagini.

Galli cedroni, nature morte, girasoli di un ocra cangiante, fino a rasentare il bianco, hanno rubato alla sua tavolozza i candidi bagliori della luna ed i roventi raggi del sole, di primo mattino, in pieno giorno e sul far della sera.

Bianca Maria Sarno è alla perenne ricerca di angoli di paradiso, sui colli romani e all’Isola d’Elba, o di nuvole vaganti, in cielo, per arricchire la sensazione visiva, trasferirla in se stessa e dissolverla alfine sulla bianca tela.

Nascono così elianti splendenti, fiori variopinti, arance, limoni e peperoncini, dai colori squillanti; barche, mari, monti, dalle forme ondulate; re dei pollai, che beccano in lotta o cantano in amore, ma sempre vivaci, con piume iridescenti.

L’idillio naturalistico passa dall’amore per la natura, alla predilezione di fauna e flora, non ancora sfiorata da piede umano.

Sicuro di essere al centro dell’universo, l’uomo distrugge l’una e l’altra con il falso progresso, la sete di dominio, l’inquinamento atmosferico ed il malessere sociale.

Se si meditasse sulle responsabilità per il degrado ambientale, il dissesto ecologico ed il disagio esistenziale, non ci sarebbero venti di guerra, specie in estinzione ed incendi dolosi. La desolazione, il disagio, la depressione dominante è, per lei, frutto del mal di vivere, senza più valori morali, nobili virtù e rispetto per le tradizioni.

L’aridità interiore e la fame di soldi portano alla cecità spirituale, che sparisce solo davanti alle altezze dell’arte pura, di Bianca Maria Sarno, che intreccia il ritmo dello spazio alla melodia del tempo, in perfetta sintonia, nella creazione di un mondo rarefatto, privo di affanni e pieno di poesia.

Gianni Latronico

 

Gianni Latronico

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